Il filosofo. Su LeiStyle di giugno 2022.

Irrational man, film del 2015 scritto e diretto da Woody Allen, con Joaquin Phoenix ed Emma Stone, tratteggia la figura di un filosofo: attraente suo malgrado, disilluso, distaccato, disgustato. Il filosofo è spesso rappresentato come colui che si trova in una solitudine tanto grande quanto i suoi stessi pensieri. È isolato perché non pensa come la società gli ha insegnato, e i suoi pensieri si perdono dalla collina alla corda al suo pendio, che scricchiola. Sconfinati, non hanno stagioni, orari, sole o luna. Lui apre gli abissi, spalanca i vuoti, perché nell’architettura della sua mente la libertà è assoluta, infinite sono le stanze, tutte possibili, tutte impossibili.

Le sue trame lo avviluppano fino a quando una luce casuale ma vincitrice riporta in lui l’appetito per il cibo, l’eros, la vita. La luce è il compito nella cui assenza regna l’inclinazione depressiva. Tuttavia si tratta di un compito tanto casuale quanto pulsionale: sebbene si creda filosofo, è invece schiavo di un moto irrazionale ed estemporaneo. L’uomo che diceva di pensare molto, di pensare a fondo, nelle minime pieghe dell’anima, è più incapace a farlo di chi piuttosto ha pensieri mediocri, che non abitano vette né baratri, pensieri semplicemente adeguati alla vita. Si conferma che il filosofo, così dipinto, non è adatto né a vivere né a pensare, è solo un ingranaggio che gira a vuoto, folle, perso nei labirinti bui e freddi della pignoleria presuntuosa.

Cosa manca alla filosofia così deformata? Le manca il giorno per vivere, la notte per amare, figli da crescere, cani da far giocare. Il pensiero, quando è sano, si compenetra di imperfezioni che non sono altro che connessioni tra sé e gli altri, l’astrazione e la pratica, il pensiero e l’azione.
La filosofia è un impasto velato di luce e polvere.

E noi, come il pensiero, abbiamo bisogno di sporcarci, muoverci, di camminare tra le vigne. E di aprire la porta sul mondo, la ianua inferis, come quella che si spalancava per gli antichi nel solstizio d’estate, il 21 giugno, la giornata più lunga, con il maggior numero di ore di luce. Brindiamo con una calice di Solesta al passaggio all’estate, all’incontro offuscato e nitente di cielo e terra.