Il timido. Su LEI Style di dicembre 2021

L’autunno! Cosa abbiamo fatto per meritare i suoi colori? Precisione di sfumature e contrasti, di vitalità e quiete, di freddo puntuale e di nebbie vaghe, malinconia del buio e gratuità del sole.
In certe sere ci troviamo a camminare sotto una pioggia talmente sottile che, senza troppo farsi notare, ci ha già inzuppati dalla testa ai piedi.
L’autunno ci regala il primo vino dell’anno, fresco di vendemmia, in equilibrio provvisorio tra l’acidità della sua giovinezza e gli zuccheri della veloce fermentazione carbonica: il vino novello,
fruttato e leggero, spesso prigioniero di un pregiudizio rispetto alla sua qualità. Sembrerà controintuitivo, ma sia l’autunno sia quel vino nuovo, mi portano a pensare a una disposizione dell’animo dalle tinte violacee, di un viola denso e profondo, a tratti poco decifrabile, ma non cupo, che si apre in doni di luminosità improvvisa, profumati e travolgenti. Sto parlando della timidezza, una qualità e non un difetto da correggere. Non per forza una condizione da contrastare, ma da apprezzare in sé o negli altri, senza vergogna.

Quali colori compongono il foliage dell’uomo timido? Lui sa ascoltare più che imporsi nel racconto di sé, ma ti vince così, come quella pioggia tanto più invisibile, quanto più presente. Pensa, prima di parlare, sa ascoltare, osservare, ricordare, e conserva i suoi ricordi profondamente. Non c’è in lui l’ostentazione degli exploit di primavera né la passione ardente dell’estate. Come l’autunno lascia cadere le sue protezioni con timidezza, se ne spoglia lentamente, e nel suo spogliarsi la sua pelle è d’oro, i suoi capelli hanno la trama del fuoco che crepita sul legno, il suo odore è di cose d’erba e di frutti in macerazione. Può rendere agli altri difficile la sua conoscenza, ma vale la pena di aspettare. Non troppo. Come succede per il vino novello, che occorre bere non oltre i 6 mesi dalla sua produzione, attenzione, timidi, a non far passare troppo tempo per iniziare ad aprirvi!

Ogni tanto, quando sentite qualcosa premervi più intensamente, affrontate gli altri, facendo qualcosa che proprio pesa di più. E tanto di inaspettato irromperà nella vostra vita: guardate
Emotivi anonimi (Les Émotifs anonymes), film del 2010 diretto da Jean-Pierre Améris con Isabelle Carré e Benoît Poelvoorde…