L’amore è resilienza. Su LeiStyle di aprile 2022.

Nel cuore di Milano antica è nascosta una vigna, quella di Leonardo Da Vinci. La aveva avuta in dono nel 1498 da Ludovico il Moro, come ricompensa per l’Ultima Cena e altre opere, ma era stato
amata e protetta, ci andava tutti i giorni appena poteva, e per questo la vigna è arrivata fino a noi. Anche se tanti secoli vi sono passati sopra, persino i cumuli di macerie della Seconda Guerra Mondiale hanno cercato di soffocarla, oggi la troviamo ancora lì. Ma quello che resiste della vigna storica non sono le piante antiche, ormai puro DNA, ma l’amore con cui la vigna è stata e sarà sempre coltivata.

Chi pianta una vigna, la coltiva e ne beve il vino, crea civiltà. E la civiltà vive solo nell’amore, nel trovarsi insieme, cioè nel con-versare, che nella sua forma più alta è – dialogare. La civiltà vive nella coltivazione intensiva, nella con-versazione e nel dialogo; e muore invece nel suo abbandono, quando lo scambio delle parole si degrada a bosco di rovi.

In Undine – Un amore per sempre – film del 2020, scritto e diretto da Christian Petzold, con Paula Beer (Undine) e Franz Rogowski (Christoph) – l’amore è rappresentato come una forza oscura in grado di ridare respiro, di far rinascere, di dare nuova possibilità al sommerso, alle rovine.

Amare, aver amato, dona sopravvivenza nel senso più alto, cioè l’amore è resilienza, vita oltre la morte. Nel sorso morbido e deciso della Dama di Milano, la malvasia aromatica di Candia, vinificata in anfore di terracotta, parla di antico e di sopravvissuto per amore – riduzione all’abbraccio di qualcosa di vasto, come la speranza che l’umanità possa continuare a risollevarsi.