L’uomo dal cuore gentile. Su LEI Style di novembre 2021.

Riflettevo su quale forza mi avesse trascinato con la più irresistibile intensità tra le braccia dell’amore, e solo una mi conquistava ancora la mente: la gentilezza. La gentilezza che contiene in sé più risolutezza di qualsiasi altra inclinazione. La parola “gentile”, un tempo, nella civiltà classica, descriveva un’appartenenza alla stessa gente, che legava senza stringere, perché era nel sangue,
e si manifestava in una socialità dai modi cortesi, adatti appunto a chi appartiene ad una stirpe nobile. Ma la gentilezza profonda non è nei modi, e non si limita alla socialità, alla cordialità. Si
spinge, e l’amor cortese lo racconta nelle sue liriche, nell’animo. Nobile è l’amore e l’amore è gentile: la gentilezza è dell’amore come il calore è del fuoco, e nel cuore nobile l’amore trova sempre riparo. Così il poeta Guido Guinizzelli cantava nei suoi versi – manifesto del Dolce Stil Novo.

L’uomo gentile offre un riparo, un’appartenenza, un luogo tiepido nel suo cuore nobile, dove una piccola luce è sempre accesa e orienta chi naviga di notte. Amico affidabile, profondo custode delle leggi del rispetto. La gentilezza rende chi la compie e chi la riceve, migliori. L’uomo gentile è fonte di ispirazione, è chiaro e sottile nella sua luminosa azione. Una carezza che ci ridona la vista sul futuro. Nel film Un amico straordinario (A Beautiful Day in the Neighborhood, 2020 diretto da Marielle Heller) Tom Hanks interpreta Fred Rogers, star della televisione e uomo contagiosamente gentile.

C’è anche un vitigno dalle origini oscure, chiamato Malbo Gentile, rivalutato in tempi recenti – forse arrivato attraverso gli estensi in Emilia Romagna e poi diffuso nei loro possedimenti da Parma e Ferrara, e su parte della costa adriatica. Ha un colore rubino intenso con riflessi porpora, al naso è ciliegia matura, pepe nero, rabarbaro e foglia di tabacco. Scorre in bocca senza asprezze, ci accende il cuore della luce calda della gentilezza.